Godoli n.3

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Godoli n.3

Non chiamatela “solo un pezzo di latta!”

SSR vince la sua 3° Godoli contro il Savio

Finalmente torno a scrivere un articolo, e voi direte facile scrivere solo adesso che avete vinto, e io vi risponderò, che non sarà facile e soprattutto questa è solo l’ultima di una serie di vittorie.

Voi continuerete a dire, ma è solo un pezzo di latta, ma è solo una partita di calcio, per giunta tra due squadre della metà bassa della classifica, poi del CSI…insomma il 2 di Giugno si ha molto di meglio da fare.

Beh, caro miscredente che stai leggendo svogliato questo articolo così tanto per occupare qualche minuto, ti sparo un po’ di numeri: 38 partite, 40 punti in campionato, fuori dai play off per classifica avulsa, differenza reti positiva, unica insieme ad altre due squadre (ben più blasonate) a conquistare semifinale di coppa e finale di campionato, stagione 2018-19 iniziata il 26 Agosto 2018 e conclusa il 2 Giugno 2019, con la vittoria per 2 a 0 sul Savio e conquista della 3° Coppa Godoli del Redentore calcio.

E questa è l’oggettività dei fatti.

Sotto, dentro ed intorno a questi numeri ci sono una miriade di sensazioni.

Sudore, fatica, felicità, tristezza, esaltazione, disperazione, malcontento, gioia, sangue, lacrime, sorrisi, risate, abbracci, crampi, cadute, salti, goal, parate, sbagli, cose belle, cose giuste, abbandoni, belle parole, litigi, nuovi arrivi, corse, pensieri, sussurri, grida, voglia, pigrizia, aiuti, sgambetti, acqua, vino, birra, carnazza, matrimoni, arrivederci, figli, nuove avventure, sconfitte, ultimi posti, zero vittorie, vittorie e potrei andare avanti fino a sera, ma qualunque di quei ragazzi che hanno fatto parte di questa stagione, o delle passate, potrebbe farlo (provare per credere).

Entriamo un po’ nell’argomento: finale di Godoli 2019.

In campo il Redentore si presenta con Fusco tra i pali, Dona, Signo, Coppa e Giorgio da destra a sinistra per la nostra difesa, centrocampo guidato da capitan Gori e Balsa, ala destra Edo, ala sinistra Willy, davanti Cava e Calo. A disposizione di mister Tony niente popò di meno che: Tucu, Luca, Fefo, Baldo, Enri, Gabri, Michelino, Pizzi. Tutti accompagnati e vigilati da Tanque e Giuseppe. Un totale di 22 calciatori, il 2 di Giugno, al primo sole vero, con 32°C, alle 18:00 in quel di San Zaccaria. A supportare un nutrito gruppo di tifosi che si è fatto sentire (Grazie!!!). Mancavano all’appello Josè e Sapo (la concomitanza è strana?!) e l’eterno “sta arrivando” Vasi.

La partita è sapientemente frammentata dal Savio, che interrompe sul nascere quasi tutte le azioni con le buone o con le cattive, ed insieme al caldo africano, cercando di mantenere un ritmo molto blando. Prima tegola per il Redentore, che dopo neanche 10 minuti deve sostituire l’infortunato Balsa con Michelino, Giorgio si sposta a centrocampo a far legna, che a 32°C non è facile, ma gli riesce alquanto bene. Il Redentore si assetta subito e torna a macinare gioco, cercando di scappare alle falciate avversarie. Un rosso pompeiano Willy a metà del primo tempo lancia sulla fascia Calo, che, presi quei due metri, non lo fermi più, entra in area e la insacca per un 1 a 0 che libera gola e gambe, con questi fanno 21 goals in stagione, niente male. La partita si mantiene sulla stessa linea, cerchiamo di controllare e colpire in ripartenza. Prima che finisca il primo tempo, sempre dalla fascia sinistra Michelino lancia Cava sulla trequarti, stop, salta il primo, progressione verso l’area, salta il secondo e fa partire un rasoterra che non perdona. Chiudiamo il primo tempo sul 2 a 0, dopo aver mostrato solo un po’ il fianco sul finire. Questo ci permette di entrare in campo più sereni, perché le forze si erano quasi annullate.

Il secondo tempo parte bene, non la solita flessione che spesso ci ha messo in crisi, manteniamo il controllo della partita, Fusco è chiamato ad una sola parata degna di nota nella ripresa. Questo grazie anche alla freschezza (se di freschezza si può parlare) di chi subentra in campo: Enri per Gori (standing ovation), Baldo per Willy, Pizzi per Edo, Luca per Cava, Fefo per Giorgio e Tucu per Calo; solo il povero Gabri (erano finiti i cambi) non ha potuto assaporare il campo, ma è contento lo stesso.

L’esperienza, la voglia di alzare la coppa e la capacità di giocare da squadra fanno il resto, la partita finisce 2 a 0.

Il Redentore dopo 7 anni, nello stesso posto, dopo aver toccato il fondo (a referto la stagione da 4 punti e 0 vittorie in campionato), senza perdersi d’animo, torna finalmente ad alzare una coppa al cielo. Forza Redentore!

Un premio che ripaga di un bel percorso fatto insieme, un percorso che spesso non si è fermato al campo o alla porta dello spogliatoio, ma è andato oltre. Non ci sono tutte le persone di 7 anni fa, questo è impensabile, ma ce ne sono comunque abbastanza per ricordarlo con gioia, e un pizzico di malinconia, e di nuove e motivate per poter vivere, ora, insieme a tutti, i festeggiamenti per questo bellissimo traguardo.

Nelle nostra grida, nei nostri pensieri ci sono anche quelli che hanno iniziato e per un motivo od un altro quest’anno si sono bloccati prima di ieri 2 Giugno, parlo di Claudio (ma la divisa l’abbiamo portato in campo lo stesso, tiè), Casa, Bale, Vito, Marco ed Ursu.

Dicono che la vita sia fatta a cicli, lo dice il mondo con le sue ere e lo dice la civiltà con le sue mode e cose sempre nuove. C’è chi sta al passo, c’è chi si ferma e c’è chi ci prova.

Noi siamo quelli chi ci devono provare. Sempre.

È quello il bello della vita, che ti da la possibilità di riprovarci. Ma lo si deve fare da persone consapevoli ed arricchite, forse anche un po’ più bravi come calciatori, sicuramente più grandi come uomini. È questo che deve spronare ogni persona che indossa quella divisa bianca-rossa-blu: crescere, fuori, ma soprattutto dentro.

Quarto, semifinale e finale hanno visto entrare in campo tutti i giocatori presenti in distinta, tutti, non è un caso e non è un compenso, fa parte di un percorso, dove si sbaglia (e si sbaglia continuamente), ma dove si cerca sempre di migliorare, o almeno ci si prova. Non è scontato.

Dicono che la vita sia fatta a cicli, ci piacerebbe che alcuni fossero luuunghi, ma non saranno comunque infiniti, se non si chiudono, di sicuro mutano, va così abbiamo detto. Beh allora GRAZIE a tutti, perché penso possiamo ammettere di essere stati contenti di quello fatto. Ci abbiamo provato e direi che è venuta abbastanza bene, l’applauso è tutto per noi, per ognuno di noi!

Dicono che però la vita sia anche adesso. E adesso abbiamo vinto, dobbiamo festeggiare, gioire e farci i complimenti. Uno con l’altro. Arriverà il tempo di far quadrare i conti, di mettere sul piatto tutto e riprendere il percorso per migliorarci, ma per questo deve passare la sbornia, adesso fateci gioire! I pensieri fatti con gioia sono sempre migliori.

Chiamatela ancora solo un pezzo di latta, dite ancora che è facile scrivere dopo una vittoria, ditelo…se avete il coraggio!

Saremo solo amatori nel calcio, sarà solo una partita tra “scarsi”, ma si porta dietro un bel po’ di storie. E ve la dico io una cosa adesso: vale la pena viverle tutte!!!

FORZA RAGAZZI! W REDENTORE!! E ANDIAMOOO!!!

P.S. a breve il pagellone stagionale…direi che mi sono dilungato abbastanza! Eh Eh

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