primo traguardo raggiunto

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primo traguardo raggiunto
Ultima giornata del girone di ritorno del campionato di Eccellenza, che vede in campo Redentore A contro Pontesanto Cesi.
La partita era decisiva per la definizione della classifica finale, prima di affrontare i play-off. Una nostra vittoria ci avrebbe permesso di guadagnare i 3 punti necessari al guadagno definitivo del primo posto.
La partita comincia, si può dire, nel migliore dei modi. Lo spirito è alto, le avversarie più forti dell’ultima volta che le abbiamo incontrate, ma in campo si vede un gioco pulito, incentrato al rispetto e divertente per il pubblico. Ci scontriamo con scambi lunghi che ci fanno capire, da subito, che non basta giocare nel solito modo per vincere, ma ci serve di più in grinta, dedizione, sacrificio. Ogni palla è contesa, non c’è una netta prevalenza di una o dell’altra squadra, si prende vantaggio, si viene recuperate, si viene sorpassate e si ricomincia. Un primo set equilibrato e combattuto con ogni mezzo. Arriviamo alle battute finali in parità, sembra che per nessuna delle due sarà facile chiudere il set vittoriose. Non rallentiamo il braccio, non smorziamo gli attacchi, non molliamo un centimetro. Ma una decisione arbitrale (sul momento da noi contestata) decreta la fine del set a nostro sfavore 23-25.
Bene, succede. Ripartiamo con la stessa voglia, lo stesso zelo. Sappiamo di essere a livello, anche se non riusciamo ad adempiere appieno alle richieste dell’allenatore: ogni battuta, seppur ben piazzata e tesa, che viene recuperata dalle avversarie parte dalle mani del palleggiatore e finisce dritta al centrale, che mette a segno gran parte dei punti. Subiamo per un certo momento e ci troviamo affaticate e un po’ frustrate dal non riuscire a fermare l’avanzata avversaria. Il morale ne risente, il gioco pure. Questa volta molliamo e cadiamo sul 16-25.
Vergognandoci per il risultato subito, al cambio campo siamo veramente, ma veramente incavolate. Quasi ringhiamo. Ci sproniamo l’un l’altra perché vogliamo assolutamente vincere, non solo per il primo posto in classifica, ma per noi, per dimostrare che non siamo brave solo contro le “piccole”. Del resto, ce l’abbiamo fatta anche contro le squadre più forti, è solo un’altra partita. Il ritorno in campo, quindi, ci vede nere di rabbia, ma convinte e determinate. Il set scorre liscio come l’olio, prendiamo una decina di punti di vantaggio subito. Sfruttiamo le battute, gli attacchi, tutto pur di rimetterci in carreggiata. Nemmeno un accenno di svenimento di una delle nostre ci ferma. Chiudiamo un set quasi perfetto con un parziale di 25-12. Troppo brave noi o hanno mollato loro?
Il dubbio si insinua, la stanchezza comincia a farsi sentire. Il quarto set è il decisivo, se non vinciamo questo, non ci sono più speranze, la partita finisce e con la nostra sconfitta. Dobbiamo, a tutti i costi, essere più brave di loro, a prescindere da ciò che fanno. Quindi risaliamo in campo, ci difendiamo, ma subiamo punti. Siamo sotto, recuperiamo, mettendo a segno un paio di attacchi, battute e giocate al nostro livello. Ma poi qualcosa si rompe, cediamo, quasi di schianto. Qualche decisione arbitrale contestata, il nervosismo che risale e non ci resta che provarci fino alla fine, imminente, del set.
Un’altra sconfitta da annoverare nel nostro annuario, la seconda in Eccellenza (terza, se consideriamo anche il Campionato Regionale). Regaliamo 3 punti al Pontesanto, che consolida il suo terzo posto in classifica, a discapito del Redentore B, che contemporaneamente affronta, fuori casa, la Sammartinese, vincendo 3-2.
Un’ultima giornata di campionato interessante, che vede, alla fine, una classifica invariata per le prime due posizioni: Redentore A (45), Sammartinese (44), Pontesanto Cesi (42) e Redentore B (41). Ora non restano che i Play-off.

Ultima giornata del girone di ritorno del campionato di Eccellenza, che vede in campo Redentore A contro Pontesanto Cesi.
La partita era decisiva per la definizione della classifica finale, prima di affrontare i play-off. Una nostra vittoria ci avrebbe permesso di guadagnare i 3 punti necessari al guadagno definitivo del primo posto.
La partita comincia, si può dire, nel migliore dei modi. Lo spirito è alto, le avversarie più forti dell’ultima volta che le abbiamo incontrate, ma in campo si vede un gioco pulito, incentrato al rispetto e divertente per il pubblico. Ci scontriamo con scambi lunghi che ci fanno capire, da subito, che non basta giocare nel solito modo per vincere, ma ci serve di più in grinta, dedizione, sacrificio. Ogni palla è contesa, non c’è una netta prevalenza di una o dell’altra squadra, si prende vantaggio, si viene recuperate, si viene sorpassate e si ricomincia. Un primo set equilibrato e combattuto con ogni mezzo. Arriviamo alle battute finali in parità, sembra che per nessuna delle due sarà facile chiudere il set vittoriose. Non rallentiamo il braccio, non smorziamo gli attacchi, non molliamo un centimetro. Ma una decisione arbitrale (sul momento da noi contestata) decreta la fine del set a nostro sfavore 23-25.
Bene, succede. Ripartiamo con la stessa voglia, lo stesso zelo. Sappiamo di essere a livello, anche se non riusciamo ad adempiere appieno alle richieste dell’allenatore: ogni battuta, seppur ben piazzata e tesa, che viene recuperata dalle avversarie parte dalle mani del palleggiatore e finisce dritta al centrale, che mette a segno gran parte dei punti. Subiamo per un certo momento e ci troviamo affaticate e un po’ frustrate dal non riuscire a fermare l’avanzata avversaria. Il morale ne risente, il gioco pure. Questa volta molliamo e cadiamo sul 16-25.
Vergognandoci per il risultato subito, al cambio campo siamo veramente, ma veramente incavolate. Quasi ringhiamo. Ci sproniamo l’un l’altra perché vogliamo assolutamente vincere, non solo per il primo posto in classifica, ma per noi, per dimostrare che non siamo brave solo contro le “piccole”. Del resto, ce l’abbiamo fatta anche contro le squadre più forti, è solo un’altra partita. Il ritorno in campo, quindi, ci vede nere di rabbia, ma convinte e determinate. Il set scorre liscio come l’olio, prendiamo una decina di punti di vantaggio subito. Sfruttiamo le battute, gli attacchi, tutto pur di rimetterci in carreggiata. Nemmeno un accenno di svenimento di una delle nostre ci ferma. Chiudiamo un set quasi perfetto con un parziale di 25-12. Troppo brave noi o hanno mollato loro?
Il dubbio si insinua, la stanchezza comincia a farsi sentire. Il quarto set è il decisivo, se non vinciamo questo, non ci sono più speranze, la partita finisce e con la nostra sconfitta. Dobbiamo, a tutti i costi, essere più brave di loro, a prescindere da ciò che fanno. Quindi risaliamo in campo, ci difendiamo, ma subiamo punti. Siamo sotto, recuperiamo, mettendo a segno un paio di attacchi, battute e giocate al nostro livello. Ma poi qualcosa si rompe, cediamo, quasi di schianto. Qualche decisione arbitrale contestata, il nervosismo che risale e non ci resta che provarci fino alla fine, imminente, del set.
Un’altra sconfitta da annoverare nel nostro annuario, la seconda in Eccellenza (terza, se consideriamo anche il Campionato Regionale). Regaliamo 3 punti al Pontesanto, che consolida il suo terzo posto in classifica, a discapito del Redentore B, che contemporaneamente affronta, fuori casa, la Sammartinese, vincendo 3-2.
Un’ultima giornata di campionato interessante, che vede, alla fine, una classifica invariata per le prime due posizioni: Redentore A (45), Sammartinese (44), Pontesanto Cesi (42) e Redentore B (41). Ora non restano che i Play-off.

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