Come a Wimbledon

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Come a Wimbledon

Stella azzurra – Redentore 6-1 (!)

Ed ecccoci così al commento che mai avrei voluto fare almeno quest’anno, ovvero quello della prima imbarcata seria della stagione, classica partita in cui niente ha funzionato e tutto c’è andato storto, classica partita di cui vergognarsi prima e volersi dimenticare poi.

Giornata caldissima, prima vera partita estiva, e squadra orfana dei due Luca, Fiori e Ruggero, Tony sceglie Beppe come vice-Grego a fare il vertice basso della difesa, composta da Red, Tucu, Vincenzo e Savio. A completare il centrocampo troviamo Gori e Fefo, sulle ali Tronco e Cri e in avanti Baldo.

Primo tempo, in quanto ad azioni, molto equilibrato, tanto che la squadra era anche andata in vantaggio dopo pochi minuti con Tronco, abile a saltare il portiere e depositare in rete, ed era stata anche capace di colpire due traverse, mentre dall’altra parte in due pericoli corsi sono arrivati due gol, tra l’altro il primo con una doppia recriminazione nostra perchè nato da un intervento di mano nella loro area non visto solo dall’arbitro, e per di più concluso nel corso della stessa azione con un fuorigioco piuttosto netto, ancora non visto dall’arbitro.

Ma malgrado il punteggio alla fine del primo tempo dica solo 2 a 1 per gli avversari, e per giunta ingiusto, le avvisaglie per il disastroso secondo tempo si vedevano già tutte.

Inizio secondo tempo e pronti via arriva il loro terzo gol, un tiro a giro imparabile dalla destra dell’area, e da lì crolla tutto ciò che ci teneva ancorati alla partita. Difatti un po’ le assenze, un po’ il caldo, un po’ un nostro palese terrore avevano già cominciato a mostrarsi nel primo tempo, e dal terzo gol si ingigantiscono fino a strozzarci sul serio: un mix di mancanze tecniche, mentali, nervose e di corsa inspiegabili a questo punto di stagione e fortunatamente nuovi per questa stagione, che ci riportano indietro di un paio d’anni, a partite piuttosto scialbe ad usare un eufemismo, e che possiamo tranquillamente riassumere così:

Difesa troppo arretrata, quasi sempre ferma in area, tra l’altro con avversari non certo veloci, ma bravi a girarsi e di testa, che ci ha sempre messo in difficoltà. Esterni troppo fuori dal gioco, un po’ per colpa loro, un po’ per colpa degli altri, che lasciavano il solo Baldo a difendere il pallone e far salire la squadra. In mezzo a tutto questo, Beppe che non interpreta al meglio il ruolo di Grego, non nelle sue corde, e finisce per spingersi troppo avanti e pestare i piedi agli altri centrocampisti, che finiscono invischiati nel gioco avversario senza riuscire a costruire nulla.

Il tutto corrisponde ad una separazione dei reparti che c’è stata letale. La nostra squadra, lunghissima, è costretta troppo spesso al lancio lungo, e l’altezza media della loro squadra, nettamente superiore, lo imbriglia facilmente, permettendogli tra l’altro di giungere con percussioni o semplici uno-due al limite dell’area, sfruttando l’enorme spazio indifeso tra difesa e centrocampo che lasciamo. A tutto ciò aggiungiamo che oggi i difensori e il portiere non sono riusciti a fare miracoli, anzi spesso hanno fatto la figura dei birilli…

Eppure la sensazione di questo momento di difficoltà, invece che unire la squadra, l’ha divisa, con la sensazione, spero sbagliata, che ognuno invece che giocare per il compagno, lo considerasse la colpa di ciò che stava succedendo, lasciandolo in balia di sé stesso e degli avversari; e la sensazione che nella partita i giocatori non abbiano dato proprio tutto tutto.

Anche l’aspetto nervoso ha finito per cedere di colpo dopo il tre a uno, un po’ per tutti, ma con in evidenza l’espulsione gratuita di Beppe e il comportamento un po’ passivo di Tony che, dopo aver portato la difesa a tre per cercare di rimontare il risultato, accetta passivamente l’espulsione di Beppe (che ricordiamo operava a cerniera tra i due reparti) senza risistemare la squadra, rendendo il buco tra difesa e centrocampo un vero e proprio baratro di cui era impossibile per la Stella azzurra non approfittarsi.

E così arriviamo all’epilogo, con ulteriori tre gol al passivo in dieci minuti tutti in fotocopia, con la difesa soverchiata, nessuno che torna e tutti che sbuffano e guardano l’arbitro sperando fischi presto.

Ricapitolando, tutto da dimenticare. Temperatura, arbitro, allenatore, gioco, formazione, corsa, nervi e cuore.

Basta, detto tutto e troppo. Speriamo di non dover scrivere più cose del genere e di dimenticarci in fretta dell’avvenuto.

Alla prossima!                                                                                                              REDDD

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