PICCOLI PASSI

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PICCOLI PASSI

La domanda sorge spontanea, ma prima di una vittoria dobbiamo fare 5 pareggi?!

Sabato 17 a San Pietro in Campiano l’SSR sfidava gli amici del Caffè Mosaico per uno spareggio da “salvezza”. Entrambe le compagini speravano in questa partita per portarsi a casa i 3 punti che inseguono da inizio campionato, invece, come si usa dire, finisce in un 2 a 2 che non accontenta nessuno.

La formazione di mister Tony è schierata così in campo: Vasile in porta, da destra Walker, Tucu, Savio e Rocco; a centrocampo Vita, Mario(tti), Gori e Josè; in attacco Chris ed esordio dal primo minuto di Mirco.

Dopo il fischio di inizio i nostri rimangono negli spogliatoi e gli avversari ne approfittano con lanci lunghi e contropiedi veloci, mentre noi arriviamo fino all’area avversaria e poi ci piantiamo e perdiamo palla. Così dopo una prima traversa colpita e un altro paio di rischiosi contropiedi arginati in qualche modo, arriva il primo goal subito. La doccia è freddissima, e da li a breve il gelo. Passano altri 5 minuti, dormita generale di tutti gli 11 giocatori in campo e di qualcuno anche in panchina e 2 a 0!…e adesso?!…Vuoi per orgoglio, vuoi per la maggior freschezza fisica, vuoi perché così male quest’anno non avevamo ancora giocato, sta di fatto che gli ultimi 10 minuti il Redentore diventa dominatore indiscusso del campo, e lo rimarrà fino a fine partita. Con un po’ di grinta in più (ma neanche tanta) e un po’ di fortuna (rigore non dato, punizione dal limite bruttissima, deviazione casuale, goal sulla linea) ci portiamo sul 2 a 1. Più bello e costruito il pareggio con l’asse Josè, Chris, Mirco che vede quest’ultimo lanciato a rete e superare con un bel pallonetto il portiere avversario. Si va al riposo sul 2 a 2, un po’ insperato. La parola d’ordine ad inizio partita era “vincere” adesso è “giochiamo!?”. Il secondo tempo entra in campo un Redentore decisamente più voglioso. Entrano Mario per Rocco, Vince per un nervoso ed esausto Mirco e Fefo per Gori. Gli avversari superano la metà campo due tre volte in tutto. Il forcing del Redentore è anche abbastanza ordinato e continuo, ma leggermente pauroso e poco prima del tiro svanisce e diventa inconcludente. Il risultato non si smuove più, tutti sotto la docciaammaccati (c’è chi si è divertito col pallottoliere a contare i segni)ma soprattutto insoddisfatti. Però in fondo abbiamo fatto un altro piccolo passo.

Di buono:

Passare da 0-2 a 2-2 comunque è un buon segno, di grinta, di forza e di gioco.

La mole di gioco creata nel secondo tempo è stata veramente tanta.

La panchina lunga. E’ da ben due partite che finalmente siamo il numero giusto e il mister può contare diversi giocatori a sua disposizione (addirittura sabato, purtroppo , qualcuno non è neanche entrato in campo!)

Da rivedere:

I primi 25 minuti, i peggiori da inizio campionato, vedere Tony così arrabbiato è una rarità, regalare 2 goal è da polli: le partenze non sono il nostro forte.

Le piccole leve devono darsi una “calmata” e capire lo stile che chiede il Redentore, le grandi leve devono essere d’esempio, più sintonia.

Su tutti:

Mario, il suo ingresso ha reso la fascia sinistra la più pericolosa, da quella parte nel secondo tempo sono partite la gran parte di tutte le azioni d’attacco. Pendolino!

Vasile, sui goals è quasi incolpevole, giusto la respinta forse un po’ troppo corta nel secondo, ma la squadra lo lascia da solo, il resto sono uscite alte, basse, sui piedi avversari, precise e sicure. Falco!

La morale:

Bisogna vincere non solo a parole, ma anche con le gambe. E poi bisogna dare un taglio a questa bruttissima abitudine, non si possono fare partite egregie il sabato prima con squadra ben oltre il nostro livello e quando siamo a scontrarci con quelle di pari classifica essere inguardabili! Forza gente maggior continuità!

fefo

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