Volley che spettacolo

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Volley che spettacolo

Non contento di prendere ceffoni a destra e a manca sui campi verdi, ecco una grande idea del vicepresidente:

“Ragazzi, chi c’è per andare a fare una partita a pallavolo misto contro una squadra di ragazzi con lievi problemi psichici?”

Gli sventurati risposero.

Ora, a parte che a vedere da fuori non so se si capisse quale fosse delle due la squadra suindicata, (visto che ci hanno massacrato), ma di certo sarebbe stata per noi, ragazzi col cervello limitato da calciatori, un’occasione per capire meglio gli arzigogolati meccanismi di uno sport molto più schematico e meticoloso del nostro.

Occasione sprecata.

Commoventi i tentativi delle ragazze dell’under 18 chiamate al disperato tentativo di farci giocare una mera parvenza di pallavolo appena appena passabile…

Giuro, ho ascoltato quasi tutto, ma purtroppo era un forte scontro di volontà tra chi come pallavolo aveva in mente questo:

e chi questo:

Fortunatamente per tutti, non c’è più tempo per le spiegazioni, e l’arbitro da inizio all’incontro:

Inizia per noi maschietti Vasi, Tony e Fiori mentre Reddi, Paola e Ilaria completano il sestetto.

Da quello che ho potuto vedere comunque nel primo set, la pallavolo si compone sostanzialmente di 5 ruoli:

  1. La TROTTOLA. E’ il ruolo più importante di tutti. Parte sempre dalla posizione sbagliata del campo ma deve prendere tutte le palle, quindi gira per il campo continuamente passando davanti agli altri 5 giocatori. In caso non riesca a prendere la palla, la colpa sarà sempre de:
  2. L’UOMO INUTILE. Solitamente a destra della trottola, parte sempre dalla posizione giusta del campo, ma dovrà sempre spostarsi per non essere d’intralcio agli altri giocatori. Non può mai toccare il pallone, pena occhiatacce della trottola. Da non confondersi con:
  3. L’UMARELL DA CANTIERE. E’ in una posizione neutra, ergo il pallone lo raggiunge solo se si è sbagliato qualcosa, e se così gli arriverà in maniera imprendile. Quindi, di solito l’umarell vagherà inutilmente per il campo con le mani conserte dietro, a guardare gli altri e a scrollare la testa.
  4. I TIZI DIETRO. I 2, 3 o 4 (a seconda del tempo e dell’umidità) giocatori dietro la linea dei 3 metri possono fare praticamente quello che vogliono. Comunque, la palla andrà dove loro non sono.
  5. L’UOMO OOOPS! E’ il giocatore che, dietro, copre la posizione centrale. Il suo nome deriva dal fatto che si farà sempre buggerare da pallonetti o tocchi appoggiati che moriranno al centro del campo, a 30 centimetri davanti a lui, producendosi nel suo tipico “ooops!”.

Ma mentre la nostra squadra capiva i meccanismi, intanto la loro squadra ne approfittava per massacrarci. 25 a 17 il punteggio finale del primo set.

Nel secondo set un disperato Alessi cambia praticamente tutta la squadra: entro io, Fefo, l’Ilaria e soprattutto Claudio, che si dimostra nettamente il più portato per la pallavolo.

Purtroppo però ciò non è abbastanza. A parte la mia prestazione, un “uomo inutile” di ottimo livello, e colpi di grande effetto di Claudio, ancora gli schemi sono poco rodati, ed il miglioramento è ancora insufficiente: 25 a 19 il punteggio finale.

La partita, organizzata in 3 set secchi, prevedeva quindi un ultimo set finale, comunque fosse andata.

E qui il nostro cervello ottuso da calciatori finalmente prende il sopravvento sulla voglia di imparare qualcosa di palesemente troppo difficile per chi ci ha messo sei anni ad imparare la regola del fuorigioco, e va in onda una pallavolo in forma ridotta come si giocava ai bei tempi delle medie:

i 3 dietro in posizione fecale pronti col bagher, l’alzatore lo fa chi nella rotazione si trova in mezzo davanti, gli schiacciatori sono quelli ai lati davanti.

Fatto fuori me, ancora intestardito nel ruolo di “uomo inutile” di cui sopra, quasi subito, il Redentore sale in cattedra, guidato da un infallibile Claudio, riuscendosi così a imporre nel terzo set per 25 a 20, rendendo la sconfitta più onorevole per noi, e la vittoria più sudata agli avversari.

Lieti di aver fatto divertire, e magari, nel nostro piccolo, inorgoglire i ragazzi “avversari”, e dai, alla fine, lieti di esserci divertiti anche noi.

Finisce così una sana serata di Sport, con la S maiuscola, cioè pieno dei valori che dovrebbero contraddistinguere l’attività sportiva: impegno, divertimento, unione. Serate come queste, lasciano tutti vincitori.

Oggi nessuno ha perso. Tranne la nostra pallavolo, ovviamente…

PAGELLE:

Tony 8: Ora che cambi sport…

Fiori 8: Non si capisce bene quando si impegna e quando no. Ma forse è meglio nei secondi casi.

Fefo 8: L’unico che ogni tanto fa qualcosa di simile ad una schiacciata…

Io 10: Il migliore interprete del ruolo di “uomo inutile”

Vasi 8: Dopo un inizio in modalità “umarell da cantiere”, si riscatta nel terzo set

Claudio 10 e lode: L’eroe di serata. Negli occhi abbiamo ancora il colpo del “bagher da svenimento” che ha dato il via alla riscossa.

Paola 1000: La “trottola”. Quella che più di tutti voleva dare un senso logico alla squadra, si arrende solo nel finale all’evidenza.

Ilaria, Giulia, Reddi, Alessi: 9: vestigia di uno sport che ha vissuto momenti migliori.

Loro . Esempi da seguire.

Red

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